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Una meraviglia a Lisbona
La maestosa vista sulla rossa cupola sospesa dell’Estadion da Luz (Stadio della Luce) non cattura solo la curiosità dei tifosi del calcio. Il «Wembley» del Portogallo costituisce sotto ogni aspetto un complesso architettonico di grande levatura. Per esempio, non solo le panchine dei giocatori sul prato verde, ma anche i posti a sedere nelle diverse sale riunioni sono poltrone in pelle della Recaro. I due edifici laterali, collegati da corridoi sotterranei direttamente allo stadio principale, ospitano un centro per il basket e per l’hockey a rotelle. Il teatro per la partita finale di questi campionati europei è stato realizzato in tempi eccezionalmente rapidi, tanto da essere il primo stadio completato fra i dieci complessivamente realizzati.
I grandi eventi proiettano un’ombra sempre lunga
12 Ottobre 1999: una data che José Rodrigues non riuscirà a dimenticare tanto rapidamente! Quel giorno il Portogallo ricevette dalla Lega Europea del Calcio UEFA l’invito ad organizzare i Campionati Europei di Calcio 2004. Ciò, non da ultimo, grazie al fatto che la candidatura portoghese prevedeva l’offerta di eccellenti infrastrutture sportive, fra cui la realizzazione di ben sei stadi completamente nuovi. Per l’esperto ingegnere dell’impresa di costruzioni portoghese MARTIFER, tutto ciò significava per così dire il fischio di inizio di un particolarissimo «match». «I requisiti previsti per una moderna arena sportiva del 21°secolo sono molto elevati per quanto attiene standard di sicurezza e funzionalità. Oltre ai complessi parametri di costruzione, una componente sostanziale della nostra progettazione era costituito dal fattore tempo», racconta José Rodrigues. «Naturalmente, si poneva il problema di riuscire a completare la costruzione entro i tempi previsti. Per tale ragione ci siamo indirizzati fin da subito verso un partner che disponesse di un know-how globale e fosse in grado di garantirci una realizzazione efficiente e sicura.»
Un solo partner - differenti soluzioni
Nel caso di impianti sportivi di simile portata, i contesti di fissaggio possono essere estremamente diversificati. «I criteri previsti per la tecnica di fissaggio sono stati rapidamente stabiliti: affidabilità, razionalità e risparmio di tempo e denaro. Inoltre, era chiaro che tutte le soluzioni di fissaggio avrebbero dovuto provenire dalla medesima fonte.» Da qui la decisione di José Rodrigues di sedersi fin da subito ad un tavolo di discussione con gli specialisti della sede portoghese della SFS intec. «La collaborazione con la SFS intec si era dimostrata valida già in passato», ricorda José Rodrigues. «Per noi l’impegno di un partner qualificato era un fattore centrale per garantire uno sviluppo mirato del progetto. I prodotti ed i servizi della SFS intec hanno soddisfatto appieno gli elevati requisiti che avevamo posto. Sia che si trattasse di specifiche tecniche, prove di avvitamento, formazioni sul prodotto o supporto logistico, abbiamo potuto contare sempre sul servizio migliore.»
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